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Nell'aprile del 1968 Pat Metheny assistette ad un concerto che segnerà una svolta fondamentale nella sua vita. Al "Festival Jazz Di Kansas City", dopo l'esibizione di Gary Burton, nel cui gruppo militava il giovane Chick Corea, salì sul palco Wes Montgomery, uno dei più stimati e amati chitarristi di tutti i tempi, un "gigante" nella storia della chitarra. "Che cosa fece!! Pensai fosse la cosa più straordinaria che avessi mai ascoltato", esclamò Pat.
John Leslie Montgomery, nato il 6 marzo 1923 a Indianapolis da una tipica famiglia proletaria afro-americana, povera, numerosa e piena di musicisti, possedeva infatti un incredibile talento che attirò l'attenzione di pubblico e critica già nel 1959. Trascurando volutamente il suo percorso artistico, mi limiterò solamente ad inquadrare il momento in cui nacque il suo LP "Full House" che contiene il brano "Cariba" che vi propongo. Agli inizi degli anni '60 Wes accettò di trasferirsi in California per lavorare insieme al sassofonista tenore Johnny Griffin e la sezione ritmica di Miles Davis. Il risultato fu "Full House", un album capolavoro, un disco registrato dal vivo il 25 giugno del 1962 al Tsubo Club di Berkeley in California. Questo album riprende una infuocata session straordinariamente eseguita da un gruppo di musicisti fantastici ed in forma strepitosa come Johnny Griffin al sassofono tenore ed una ritmica leggendaria, come quella composta da Wynton Kelly al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria che, all'epoca, collaborava con il primo quintetto di Miles Davis e fu protagonista anche del leggendario album "Kind Of Blue". L'album è una splendida collezione di cose differenti, con alcuni magnifici originals più una serie di notevoli standard, eseguiti attraverso escursioni nel bop, nell'hard bop, nel blues, nella musica latina e con una alternanza tra travolgenti pezzi up-tempo e incantevoli pezzi più lenti, nei quali agli artisti presenti, specie al trio chitarra, sax, piano, viene lasciato ampio spazio per stupefacenti pezzi solistici. "Cariba", secondo original presente nell'album è una splendida melodia che unisce in maniera sublime l'hard bop tipico delle Blue Note degli anni '60 e la musica latina, in una produzione che riporta alla mente la musica di Horace Silver. Se avete dubbi su come investire un po' di euro e volete qualcosa che vi dia gusto all'orecchio e sia anche perfetto da un punto di vista qualitativo, sia per tecnica strumentale che per omogenea compattezza e proposta del gruppo, questo disco può essere la temporanea soluzione al dilemma. Comunque la pensiate, questa "bibbia" della chitarra e scuola del buon gusto musjazzistico che è "Full House", riempie spesso la mia casa di musica. Tornando al buon Wes, accadde che il successo portò non pochi conflitti nel suo animo gentile e sensibile. Alcuni suoi colleghi, come Barney Kassel, ricordano che era stanco del suo ruolo e che probabilmente fosse intenzionato a tornare al jazz: purtroppo nessuno può dirlo perchè un infarto se lo portò via per sempre il 15 giugno del 1968.
MUSICISTI
Wes Montgomery - chitarra
Johnny Griffin - sassofono tenore
Wynton Kelly - pianoforte
Paul Chambers - contrabbasso
Jimmy Cobb - batteria
NOTA TECNICA
Wes Montgomery è stato un profondo innovatore dello strumento a livello tecnico, dinamico e timbrico. Il suo suono caldo e rotondo, resta praticamente inimitabile. Egli stesso ha raccontato, in una intervista, di aver abbandonato il plettro a favore del pollice per non "disturbare" troppo i suoi vicini, ma proprio questa caratteristica ha contribuito a creare il suo suono. La carne del pollice infatti ha un attacco più morbido rispetto al plettro, il suo suono risulta estremamente caldo e dinamico grazie alla straordinaria tecnica che aveva sviluppato. L'altro elemento che lo ha caratterizzato è l'uso delle ottave che Wes ha sviluppato a partire dall'idea di suonare melodie su due registri differenti. La tecnica delle ottave era già stata usata da Django Reinhardt e da Eddie Lang, ma Wes la sviluppa a tal punto da farne parte integrante del suo fraseggio. Qualche anno dopo anche Jimi Hendrix prenderà in prestito le ottave da Wes e le introdurrà nel mondo del rock.
NOTA UMANA
Personaggio estremamente modesto, quasi timido, sicuramente non sfruttò fino in fondo le sue enormi potenzialità musicali rimanendo un po' in ombra lasciando ai posteri dei pezzi sicuramente più famosi del suo nome. "Tequila", "Bumpin'" e "Caravan" sono tutt'oggi molto conosciuti ma solo pochi appassionati conoscono e ricordano questo genio della chitarra.
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